La qualità
nel software
Il controllo di qualità nella produzione dei software identifica due categorie di
requisiti sui quali deve essere definito il livello di eccellenza di un prodotto:
a) standard di prodotto
b) standards qualitativi
questi ultimi intesi (ISO 9126) come:
* Funzionalità (esistenza di specifiche funzioni atte a soddisfare i requisiti
dell'utente);
* Affidabilità (capacità del software di mantenere un buon livello di performance in
particolari, determinate situazioni);
* Usabilità (grado di impegno necessario all'utilizzo del software);
* Efficienza (rapporto fra livello di performance e impiego di risorse);
* Manutenibilità (grado di impegno necessario ad apportare modifiche al software);
* Portabilità (capacità del software di essere trasferito da un ambiente operativo ad un
altro);
* Scalabilità (capacità di sfruttare in modo ottimale le prestazioni di piattaforme
hardware crescenti sotto il medesimo sistema operativo);
* Controllabilità (possibilità di esercitare un valido controllo operativo in ambienti
distribuiti);
* Completezza (rapporto fra quantità di funzioni implementate e qualità delle funzioni
richieste dall'utente);
* Tracciabilità (livello di modularietà necessario a garantire la visibilità di ogni
funzione nell'arco del ciclo di vita);
* Robustezza (capacità di autocontrollo dei dati al fine di prevenire l'effettuazione di
operazioni errate da parte dell'utente);
* Semplicità (grado di comprensibilità del codice mantenuto al di sotto della soglia di
complessità ciclomatica). |
Un sistema informativo per la gestione
completa e dettagliata delle molteplici attività cliniche e diagnostiche di laboratorio
in cui si articola la Medicina Trasfusionale, oltre che rispondere, ovviamente, ai
requisiti di qualità richiesti per il software in generale ed elencati precedentemente,
deve in particolare rendere computerizzabili, nella maggiore e controllata sicurezza,
tutte le attività tipiche di questa disciplina ematologica.
Pertanto il sistema deve essere interattivo con gli strumenti di laboratorio ed essere
collegabile con le altre strutture trasfusionali territoriali, nonché essere multiutente
espandibile e multitasking. Inoltre il sistema deve consentire almeno di:
a) Ridurre il coinvolgimento del personale amministrativo nelle varie fasi di esecuzione
tecnica delle procedure, per la raccolta dei dati necessari alla refertazione ed alla
elaborazione statistica.
b) Aumentare la sicurezza della riproducibilità dei risultati, riducendo
contemporaneamente gli errori di trascrizione nella registrazione.
c) Aggiungere nuovi controlli e critici momenti di verifica nelle procedure tecniche,
manuali o automatiche, utilizzate nell'analisi, validazione, crossmatch e distribuzione
delle emocomponenti.
d) Individuare e registrare gli esecutori delle varie fasi procedurali.
e) Registrare e controllare i movimenti di ogni emocomponente, dalla raccolta alla
distribuzione.
f) Analizzare l'uso delle varie emocomponenti e delle singole proceduralità, al fine di
elaborare rilievi statistici, scientifici ed economici.
g) Gestire i pazienti per le patologie immunoematologiche e per le terapie trasfusionali
autologhe ed omologhe (Cartelletta trasfusionale, storia trasfusionale, richiesta e
produzione dati di laboratorio, diario terapeutico, follow-up trasfusionale, ecc.). |